LA MIA BESTIA INTERIORE - Un Happening dell’arte

 

 

 


 

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

 

 

L'istallazione de La mia bestia interiore avvenuta di nascosto nell'autunno del '93 in venti cittá europee in maniera provocatoria ha gettato nuova luce sull'intolleranza e il razzismo. Questo happening artistico contro il razzismo che è stato considerato il più grande d'Europa poi ha creato notevoli repercussioni negli undici paesi che hanno assistito allo happening.

           

Su queste pagine desideremo raccontare

la retroscena dello happening e descrivere

come è stata accolta la  vicenda de La mia

bestia interiore in ognuna delle venti città

europee. Ci rivolgiamo qui sia alla stampa

che ai gruppi di persone interessati a trovare

nuovi posti in cui esporre quelle sculture che

sono state tolte dalle autorità.

 

Abbiamo infine elencato tutti i fatti che

riguardano la messa in scena dello happening

nelle singole città.

 

 

 

 

 

Con multi salutti

 

Jens Galschiøt Christophersen, scultore.

 

Smykkesmeden

Banevænget 22

DK-5270 Odense N, Danimarca

Ph.:  + 45 - 66 18 40 58

Fax: + 45 - 66 18 41 58

e-mail: aidoh@aidoh.dk

 

 

 

 

 

Indice:

 

Il racconto della Bestia in Europa............................................................................................. 2

La bestia interiore – i fatti ........................................................................................................... 6

Copia de Comunicazione stamp i fax........................................................................................ 7

Piano di svolgimento dello happening in tutte le città ................................................................ 9

 

 


IL RACCONTO DELLA BESTIA IN EUROPA

 

 

 

La sorte de la mia bestia interiorie

 

Quattro giorni di novembre 1993. Venti città europee si sono svegliate ad una sorpresa. Nelle piazze principali di ognuna delle venti città era stata istallata una scultura alta due metri che rappresentava un maiale atroce vestito di abiti umani. La lapide sulla bestia annunciava: "La bestia interiore – un animale dagli istinti più bassi che cresce ´quando l'uomo si espone alla violenza e le umiliazioni. Aggredisce i valori etico–morali. Si impadronisce del singolo uomo e nei casi estremi di intere popolazioni." Eccola! Atroce ma nel tempo stesso riconoscibile nella sua apparenza umana. Come davanti ad uno specchio stavamo faccia a faccia con il simbolo dei lati più disgustosi dell'uomo. La bestia interiore era capitata fra di noi.

 

Questo happening pacifico ha avuto luogo nelle venti città europee nel corso di quattro giorni anonimamente e senza alcun preannuncio. Intanto arrivavano i fax alla polizia e ai sindaci in cui si è spiegato lo pseudonimo Cogito: il fine dello happening era il richiamo dell'attenzione sulla crescente violenza l'intolleranza la xenofobia e la persecuzione delle minoranze in Europa. Inoltre comunicava che la scultura era da considerare un dono alle città le quali in compenso erano pregate di lasciarla in esposizione nel luogo in cui era stata istallata per almeno due settimane al fine di richiamarel'attenzione sull'importanza della questione del razzismo.

 

 

 

 

I luoghi di istallazione erano state scelte per il loro valore simbolico per la democrazia la libertà e la giustizia. Così a Parigi la scultura era stata istallata in Piazza della Bastiglia; a Ginevra davanti al palazzo dell'ONU e ad Oslo davanti al parlamento. L'istallazione è stata del tutto inufficiale. Senza chiedere alcun permesso alle autorità la scultura semplicemente è stata portata in centro e dopo l'istallazione si è passato all'obiettivo successivo. Ovunque la scultura dallo  aspetto grottesco attirava l'attenzione delle persone: i lavoratori che rientravano dal lavoro i sindaci che cominciavano a riffletterci sopra e la polizia che si chiedeva come si faceva a rimuovere una scultura che nessuno sapeva da dove fosse arrivata.

 

 

L'idea

 

Lo scultore Jens Galschiøt Christophersen, che ha concepito lo happening e che l'ha realizzata con il volontariato di un centinaio di persone, spiega: "La bestia interiore simbolizza le forze dentro di noi che crescono e che ci possono spingere verso il sacrificio dei nostri principi umanistici più basali. Oggi come oggi vedo queste forze agire di nuovo in Europa. I contrasti tra noi, i privilegiati dell'Europa ricca, e gli altri, i profughi, gli extracomunitari, i poveri, diventano sempre più evidenti.

 

 

 

Per me il problema è che non siamo ancora pronti a condividere le nostre ricchezze con gli altri. Se stiamo costruendo, anche in senso figurato, un nuovo muro di Berlino intorno all'Europa ricca non credo che siamo più degni di considerarci paesi democratici. Con questo happening ho voluto dimostrare che i pericoli che ci minacciano non sono tanto l'immigrazione e la povertà quanto la nostra bestia interiore. Bisogna che temiamo noi stessi, non gli altri: la bestia interiore che sovverte i valori etico–morali e ci fa dimenticare che i principi democratico–umanistici, su cui sono fondati gli stati europei, valgono per tutti. Bisogna evitare i totalitarismi! In quanto sono artista non ho risposte facili a questa problematica ma mi sento comunque obbligato a far sentire la mia voce.

 

 Artisticamente ho voluto esprimere la mia angoscia per strada che l'Europa sta percorrendo. E' stato questo il motivo per cui ho dato alla scultura una forma in cui riconosciamo qualcosa di noi stessi e per lo stesso motivo ho fatto apparire le sculture nel modo stesso del razzismo: all'improvviso senza preannunci nella piazza della città in cui viviamo".

 

 

Happening riuscito

 

Le venti bestie interiori, che si trovano ancora sparse per tutto il continente europeo, hanno suscitato molto interesse ovunque siano apparse. Migliaia di persone sono passate dallascultura e hanno letto il testo della lapide o ne hanno sentita parlare alla televisione e sui giornali. Con La bestia interiore siamo riusciti a puntare sulla complessità della questione del razzismo e il problema dei profughi in Europa. Volgendo lo sguardo verso noi stessi, verso la nostra bestia interiore, lo happening ha dimostrato che il razzismo e l'intolleranza è una questione sia di carattere internazionale che di personale. Per il fatto che sia venuta dal mondo dell'arte la provocazione dello happening ha aperto un dibattito di una problematica generale: riusciremo in futuro a diffendere gli ideali umanistici in un'Europa sempre più intollerante.

 

La mia bestia interiore, un'immagine concreta del razzismo, è stata un intervento provocatorio in un dibattito spesso unilaterale. Lo happening è riuscito.

 

 

Reazioni differenti - significato simbolico

 

Le reazioni all'istallazione della scultura sono state assai differenti nelle venti città. In alcune città la scultura è rimasta nel luogo istallato per le due settimane che aveva desiderato l'artista mentre in altre città presto è stata rimossa all'ufficio degli oggetti smarriti; in alcune città la scultura è rimsta nel luogo in cui è stata istalllata finché non si ha trovato un posto permanente mentre in altre è stata completamente ignorata.

 

L'artista afferma: "Le bestie hanno svolto funzioni differenti in relazione a quella che è stata la loro sorte. A Copenaghen ad esempio la scultura è stata trasferita in una piazza di un quartiere popolare tramite una iniziativa locale mentre a Bonn si trova ora davanti ad una grande galleria d'arte contemporanea; a Copenaghen la bestia svolge la funzione di arte dibattito mentre a Bonn è considerata arte pura. Qualunque sarà poi la sorte della scultura svolgerà e la funzione di arte pura e la funzione di arte dibattito". Il modo in cui viene affrontata la presenza della scultura è sempre rispecchiamento della maniera in cui si affrontano il problema del razzismo nei vari paesi ed è questo l'idea dello happening. La ragione per cui è stata ignorata è dovuta al fatto che in alcuni paesi la questione del razzismo sia ancora un argomento troppo pericoloso. Jens Galschiøt Christophersen continua: "La bestia interiore ha svolto e sta svolgendo una funzione simbolica anche laddove la bestia viene rimossa come a Milano e a Barcellona, dove l'hanno ignorata come a Parigi e dove l'hanno fatta sparire come a Ginevra".

 

 

Che è successo in gli città differenti?

 

Ovunque sia apparsa La bestia interiore ha suscitato grandi ripercussioni. Né la polizia né le autorità hanno saputo che cosa farne di questa scultura dall'aspetto grottesco creato e poi donato da un artista anonimo. Per la immediata comprensione dell'opera forse è stato un problema il fatto che nei paesidi lingua neolatina l'immagine del maiale non sia collegata all'intolleranza e il razzismo. Il significato dell'espressione bestia interiore deriva dal tedesco Schweinehund. La questione del razzismo purtroppo è tornata attuale sia in Italia dopo le ultime elezioni generali sia in Francia con le crescenti tensioni tra francesi e nordafricani. In quanto bestia interiore significa razzismo, intolleranza, viltà la stessa espressione è quasi entrata a far parte del lessico delle lingue neolatine.

 

 

Milano e Barcelona

 

Siccome a Milano la scultura è stata istallata a canto al domicilio di un magistrato subito l'hanno sequestrata. La polizia era convinta si trattasse di una bomba. Sui giornali del giorno successivo un critico d'arte ha dato il suo commento sul fenomeno; a giudicare dal linguaggio artistico il messaggio politico e la precisione con cui era stata istallata la scultura poteva essere creata soltanto da un artista tedesco!

 

Dopo la vittoria delle destre alle ultime elezioni generali la problematica che simbolizza La bestia interiore oggi è più attuale che mai; per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale la destra compresa gli ex–fascisti di Alleanza Nazionale è ritornata a governare l'Italia. Forse qui si trova una delle ragioni per cui le autorità milanesi continuano a rifiutare di commentare lo happening.

 

 

Finale in Piazza Rei Juan Carlos 1, Barcellona, Spagna

A Barcellona l'istallazione della bestia è stata annunciata in anticipo perché ormai era giunta l'ora che sarebbe stata svelata l'identità dell'artista. Nel luogo d'istallazione in Piazza Rei Juan Carlos si erano quindi radunate la stampa e alcune reti televisive e la stessa sera La bestia interiore è apparsa sui telegiornali. Nei tre giorni in cui la scultura è rimasta in Piazza Rei Juan Carlos molte persone si sono fermate incuriosite dallo strano animale, forse anche bene ricordandosi che ancora solo vent'anni fa in Spagna governava la mentalità della bestia

 


interiore rappresentata da Generalissimo Francisco Franco e sperando magari che la storia non si sarebbe mai ripetuta. Per molto tempo dopo lo happening le autorità di Barcellona non hanno voluto commentare il caso. Ma nel autunno del 1994 l’artista è stato invitato ad un ricevimento dal sindaco distrettuale. Un impiegato laborioso si è preso cura del caso. Il 12. ottobre 1994 la scultura sarà permanentemente installata a Barcellona, in un parco presso C/Torrent Gornal, in Distrecte de les Corts.


 

 

Germania e Austria

 

Forse a causa degli eventi atroci del passato La bestia interiore è stata accolta nella maniera più bella in Germania e in Austria. A Bonn La bestia interiore ora ha trovato posto permanente nel giardino della Kunst und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland. A Berlino si è trovata a Brandenburger Tor fino a gennaio del '94, luogo santo della Germania riunificata. Bisogna però dire che nessuno dei sei o sette dipartimenti comunali da cui siamo stati mandati sanno dove si trova la scultura nel attuale momento. Le voci parlano di un magazino presso Alezanderplatz.

Diversa è stata la sorte della bestia a Monaco in Baviera. Il sindaco infatti ha affermato che nel caso l'artista si fosse recato a Monaco il comune l'avrebbe tenuto responsabile dei costi spesi alla rimozione. Per fortuna ora sembra che il problema si sia risolto da sé dopo l'intervento da parte di una signora collezionista di maiali che si è offerta disposta a pagare tutte le spese del comune di Monaco. In questo momento La bestia interiore si trova insieme ad altri suoi maiali nel suo giardinetto. La sua fu una reazione positiva realizzando quale fosse in fatti il messaggio della scultura - e si dichiarò inoltre sodisfatta che fosse, con i suoi due metri e trenta, il maiale più grande della sua collezione.

 

Da Innsbruck il sindaco Romuald Niescher ha subito spedito una lettera di ringraziamento all'artista dicendo tra l'altro che è stata una lezione utile per gli austriaci essersi ricordati della loro bestia interiore. L'assessorato di cultura di Innsbruck si è poi messa a cercare un luogo permanente per la scultura, ed ha invitato l’artista ad Insbruck alle spese della citta. La scultura ha adesso trovato un  posto permanente nel parco della città, il parco Rapoldi, dove è stata ufficialmente installata nel novembre del 1994.

 

 

Paesi Scandinavi

 

In Danimarca, la patria dell'artista la bestia è stata istallata in quattro grandi città, Copenaghen, Aarhus, Odense e Herning e anche lì ha portato con sé un dibattito abbastanza vasto sul razzismo. In generale le autorità si sono mostrate benevoli, nei confronti dell'artista e hanno collaborato intensamente per trovare posti adatti per le sculture. A Aarhus, la seconda città dopo Copenaghen, la scultura è stata istallata in un posto pubblico sotto la guida del direttore della galleria d'arte comunale perché non perdesse di significato e di forza espressiva. A Odense la scultura è stata installata in un liceo dove, in questo anno scolastico, si lavora con il tema: Razzismo - noi e i straineri.

 

A Copenaghen La bestia interiore si è trovata per cinque mesi nella piazza centrale. Dopo di ché è stata trasferita in una piazza di uno quartieri più popolari della capitale danese, una zona che contiene la comunità di immigrati più grande del paese. Così La bestia interiore ha svolto la funzione di ponte tra danesi e extracomunitari.

 

Nelle capitali della Svezia e della Norvegia le sculture sono state lasciate in pace oltre le due settimane desiderate dall'artista. Nonostante la reazione piuttosto positiva sia a Oslo che Stoccolma sono stati pronunciati dubbi sul volore artistico da parte degli assessorati di cultura delle due capitali scandinave.

 

 

Bestie scomparse

 

La rappresentazione dei lati della cultura europea, la cui esistenza preferiamo negare, nella veste di un grottesco animale comunque è stata un messaggio troppo diretto perché potesse essere accettata dappertutto. Così a Marsiglia Parigi Amsterdam e Anversa si continua a negare che ci sia stato uno happening del genere. "Noi non abbiamo participato" afferma il portavoce del comune di Amsterdam nonostante che nei giorni dopo l'istallazione i quotidiani olandesi siano stati colmi di immagini della scultura che si trovava in Piazza Dam. Ad Anversa il sindaco Bob Cool sembra ripetere le stesse parole e ad Anversa così come ad Amsterdam La bestia interiore si trovaall'ufficio degli oggetti smarriti. A Bruxelles invece il comune sièdichiarato pronto a trovare un posto permanente per la scultura.

A Parigi La bestia interiore è stata istallata in Piazza della Bastiglia davati al monumento della rivoluzione francese ma poi è scomparsa. Al comune di Parigi si sta indagando sulla sua sorte ma ancora è tutto incerto. In generale la stampa francese non si è mostrata interessata allo happening benché la scultura sia istallata anche in una grande città quale Marsiglia, roccaforte di Le Pen. La questione della xenofobia in Francia è di nuovo attuale. Ciò è tra l’altro stato dimostrato con il caso dei cittadini algerino-francesi che sono stati negati l’entrata in Francia per via della situazione sempre più critica in Algeria. O con il prediletto con cui la polizia ferma le persone di pelle “più scura”. Anche il discorso, vergente sul assurdo, se le ragazze musulmane hanno il dritto o meno di portare un fazzoletto in testa nei posti publici è simptomatico dell’ atmosfera d’intolleranza generale.

 

Forse proprio per il fatto che La bestia interiore per i francesi sia troppo problematica si preferisce tacere. A Ginevra La bestia interiore è stata istallata davanti al palazzo dell'ONU e così ci passavano i diplomatici ogni giorno ma anche lì è scomparsa. Zurigo ha avuto una sorte simile

 

 

 

 

Happening senza fine

 

La speranza di Jens Galschiøt Christophersen è che in futuro  le bestie continueranno a vivere dove sono capitate. L'ideale sarebbe istallarle permanentemente sempre in posti visibili. Ora sta ad ogni città in cui è stata istallata a decidere se continuare a ignorare oppure guardare fisso negli occhi la propria bestia interiore. Le sculture sono comunque da considerare regali e i regali non si restituiscono.

 

A Jens Galschiøt Christophersen manca ancora di istallare l'ultima scultura. Insieme ad un gruppo di artisti russi sta progettando di istallarla in Piazza Rossa di Mosca e questa volta non di nascosto.

 

Per il momento mancano soltanto i permessi del comune di Mosca. Con una inaugurazione ufficiale l'artista spera di poter fare fronte alle tendenze paurose di nazionalismo e razzismo che caratterizzano la Russia post–comunista. Nel evitare i totalitarismi hanno una grande responsabilità non solo gli stessi russi ma anche l'Occidente.

 

L'Occidente deve abbattere le barriere doganali e aprire il mercato ai paesi dell'Est altrimenti si aggrava la loro crisi. E in questo circolo vizioso non si potrà mai costruire una vera democrazia.